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I giovani
e l’ambiente: oltre le maschere
Il rapporto tra i giovani e la cultura ambientalista è molto vivo. Le nuove generazioni, negli ultimi anni, sono state costantemente educate ad un profondo rispetto per la natura, soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione.
Cinema, televisione, siti Internet, canzoni, riviste per adolescenti hanno spesso trattato il tema dell'ecologia, rendendolo familiare ai ragazzi.
Possiamo dire, quindi, che per i giovani si tratta di un argomento simpatico, affascinante, che tocca da vicino il loro senso innato per la giustizia. Li responsabilizza. Li aiuta ad essere cittadini migliori e protagonisti consapevoli della vita quotidiana.
Fin qui, non ci sarebbe nulla di male. Il rispetto per l'ambiente è un valore importantissimo, pienamente condivisibile dal punto di vista cristiano.
I problemi nascono quando l'amore per la natura viene strumentalizzato per portare i giovani su strade diverse e pericolose, che sicuramente non contribuiscono ad una maturazione umana e spirituale.
A volte l'ambientalismo viene utilizzato come "maschera rassicurante". E' un autentico "cavallo di Troia", sfruttato per diffondere dottrine discutibili e per permettere ai lupi di travestirsi facilmente da agnelli.
La tattica è semplice. Si comincia parlando dolcemente d'amore per la natura, diffondendo tra i giovani qualche simpatico libretto informativo. Questo può accadere a scuola, o perfino in parrocchia. Poi, a poco a poco, si cerca di condurre i ragazzi verso altre ideologie, più nascoste.
Proviamo ad analizzare insieme alcuni rischi che toccano da vicino il rapporto tra i giovani e l'ambiente. Il più evidente è quello della non-cultura contro la vita, figlia di una mentalità malthusiana molto diffusa nel mondo dell'ecologia.
In linea con il pensiero pessimista del pastore protestante Thomas Robert Malthus, molti difensori della natura sostengono che la crescita della popolazione provocherebbe la progressiva fine del mondo. Secondo loro, sulla Terra saremmo già in troppi. Di conseguenza, per evitare la catastrofe, sarebbe necessario ridurre fortemente le nascite ed incrementare l'uso della contraccezione, anche abortiva.
E' l'esempio più classico di come, attraverso la diffusione della cultura ambientalista, sia possibile trasmettere ai giovani concetti fuorvianti e contro la vita. Con la scusa dell'educare al rispetto della natura, si scade facilmente nel fanatismo e nel terrorismo. Si arriva al punto di credere che la nascita di un bambino in più possa rappresentare un rischio per l'intera umanità.
Proviamo a fare qualche esempio concreto. In un libro di testo per le scuole superiori la crescita della popolazione umana è stata paragonata alla diffusione dei microbi nel corpo umano. La strada da percorrere, per fermare la presunta tragedia, sarebbe quella di fermare la crescita demografica.
Sulla rivista ufficiale di una delle più famose associazioni ambientaliste, molto seguita dai giovani, si possono leggere affermazioni allarmistiche come: "Nei cinque minuti che avete impiegato a leggere questa pagina sono nati 900 bambini".
Ma non finisce qui. Conosciamo tutti il dramma delle "culle vuote" che sta portando l'Italia alla rovina. Eppure, sulla stessa rivista si legge: "Crescita zero? Sempre troppi. Con il tasso di fertilità più basso del mondo, l'Italia resta un paese sovrappopolato e a elevato rischio ambientale".
Il tormentone è sempre lo stesso: sulla Terra siamo in troppi. Dobbiamo mettere al mondo meno bambini. Bisogna diffondere l'uso della contraccezione e limitare le nascite.
Possiamo immaginare i danni che questo tipo di non-cultura ambientalista rischia di provocare tra i ragazzi. Oggi i giovani hanno già la tendenza a sposarsi tardi, con conseguente riduzione della fertilità. Senza contare la possibilità di praticare liberamente l'aborto (in ospedale o sotto forma di pillola). Se cominciamo a credere che ogni neonato possa rappresentare un passo verso la catastrofe ecologica, dove andremo a finire?
Alla base di questa mentalità catastrofista c'è uno spirito di profondo egoismo. Invece di aiutare concretamente i Paesi più poveri, si preferisce offrire loro pillole e preservativi. E' un facile modo per scaricarsi la coscienza e per evitare d'affrontare realmente il problema della fame nel mondo.
Fortunatamente non ci sono solo gli ambientalisti estremisti a parlare ai giovani. C'è anche un'altra voce che, negli ultimi anni, è stata molto ascoltata dai ragazzi: quella del Papa.
Giovanni Paolo II, nell'Evangelium Vitae, ha criticato duramente la non-cultura denatalista, denunciando la mancanza, a livello internazionale, di interventi globali in favore dei Paesi poveri: serie politiche familiari e sociali, programmi di crescita culturale e di giusta produzione e distribuzione delle risorse.
Giovanni Paolo II ha anche parlato di una vera e propria congiura contro la vita, che si realizza attraverso campagne per diffondere la contraccezione, la sterilizzazione e l'aborto.
Sono opinioni condivise da Papa Benedetto XVI, che nei suoi discorsi ha spesso richiamato l'attenzione dei giovani al rispetto per la vita, dal concepimento fino alla morte naturale.
A smentire le tesi catastrofiche di certi ambientalisti non è soltanto la Chiesa cattolica. Molti autorevoli scienziati ed economisti hanno fatto sentire la loro voce contro il pensiero malthusiano. Fra questi c'è il premio Nobel per l'Economia Gary Becker, che ha sottolineato la necessità di stabilire un rapporto ottimista e non pessimista nei confronti della crescita demografica.
Un altro possibile rischio per i giovani è quello di un ambientalismo di matrice neopagana, dove l'amore per la natura viene strumentalizzato per condurre i ragazzi sui sentieri della magia e della superstizione.
Questa mentalità si inserisce nel più vasto fenomeno del New Age, una specie di grande contenitore in cui convivono differenti idee, religioni, filosofie e pratiche esoteriche.
Il New Age non è una setta. E' semplicemente un modo di pensare, che si basa sull'idea di un'ipotetica fine dell'età cristiana. I seguaci del New Age credono che l'umanità stia entrando in una "Nuova Era" di pace e di benessere, ricca di mutamenti in campo sociale, politico e religioso.
Fra gli elementi più tipici del New Age c'è una concezione della natura di tipo neopagano. La Terra è considerata una specie di divinità da adorare. Inoltre, vengono attribuiti strani poteri ai minerali, che sarebbero in grado di generare "energie positive" e curare le malattie.
Molto diffusa è la cristalloterapia. Alcuni libri "New Age" sostengono che i cristalli avrebbero un'intelligenza nascosta, in grado di influenzare la nostra vita. Per questa ragione, ci sono numerosi testi che insegnano a contattare il loro presunto potere.
Un altro fenomeno strettamente collegato all'ambientalismo è quello della rinascita della stregoneria, molto popolare tra i ragazzi. Si basa su una venerazione esagerata per la natura, che viene divinizzata e adorata.
L'aspetto più negativo è quello della superstizione. I seguaci di queste forme moderne di stregoneria sono convinti che le pietre, le erbe, le fiamme e il vento contengano particolari energie, in grado di produrre effetti sulla vita quotidiana. Di conseguenza, finiscono per diventare schiavi degli oggetti, degli amuleti e dei talismani.
Certe forme di stregoneria si legano spesso ad una proposta fuorviante d'amore per la natura. Tanti giovani in buona fede hanno rispetto per l'ambiente e sono appassionati di ecologia. Si tratta di un interesse positivo, fino a quando non scade in linguaggi e comportamenti di tipo pagano o superstizioso. Ed è proprio quello che sta succedendo oggi.
Partendo da un sincero amore per l'ambiente, tanti giovani finiscono per appassionarsi alla stregoneria e diventano seguaci della "Dea Madre Terra".
Per comprendere la reale dimensione del fenomeno, basta recarsi in una qualsiasi libreria. Gli scaffali sono pieni di manuali per "giovani streghe", che spiegano in modo dettagliato le cerimonie di "magia naturale".
Su uno di questi libri si sostiene che il ricorso alla natura sarebbe in grado di generare una "magia positiva" per dare soluzioni ai propri problemi. In che modo? Utilizzando elementi naturali come il fuoco, l'acqua, l'aria, l'erba, le foglie, i fiori, le pietre, gli alberi, la pioggia o la nebbia.
Ad esempio, viene proposto un "incantesimo per i soldi", che consiste nel mettere le mani in un piatto pieno d'acqua, alla luce della luna. Quando le mani si saranno asciugate, il rito sarà compiuto e si riceverà una somma di denaro inaspettata, entro un determinato periodo di tempo.
A certi volumi, spesso venduti in edizione economica, bisogna aggiungere i tanti siti Internet con contenuto esoterico e i vari articoli pubblicati sulle più diffuse riviste per adolescenti.
Molti ragazzi si avvicinano alla stregoneria attraverso riviste che sono in edicola, spesso vendute con un compact disc di musica piacevole e rilassante. Acquistando il compact disc, si compra anche la rivista. Si leggono gli articoli e si cominciano a conoscere certe teorie. La musica, quindi, può trasformarsi in un rischioso "ponte" tra i giovani e l'ambientalismo neopagano.
Curiosamente, in un'epoca in cui i giovani hanno sempre maggiori opportunità di studiare e farsi una cultura, sembrano tornare a galla le più antiche e banali superstizioni. Invece di guardare avanti, sembra quasi che ci sia una tendenza a voltarsi indietro.
Dal punto di vista educativo, queste forme di stregoneria moderna presentano un grave rischio. Prima di tutto spingono i giovani a sviluppare un rapporto non corretto con la natura, che può scadere nella dipendenza. Inoltre si spingono i giovani a credere che nell'ambiente possa esistere davvero una "magia positiva", capace di risolvere i problemi quotidiani senza alcuno sforzo.
Di conseguenza viene incoraggiato uno stile di vita all'insegna del non-impegno, che costringe ad isolarsi e a rifugiarsi nella dipendenza dalla magia e dalla superstizione. Invece di sforzarsi per raggiungere un'obiettivo, si preferisce ricorrere al rituale con l'acqua, il fuoco, l'erba o la pietra.
Probabilmente certe credenze neopagane trovano terreno fertile nel disagio di molti ragazzi costretti ad affrontare il dramma della solitudine, dell'assenza di dialogo in famiglia, delle difficoltà nella scuola o nei primi approcci con il mondo del lavoro.
Il rito di "magia naturale" si trasforma in una specie di "alleato", al quale potersi aggrappare quando ci si sente soli e inascoltati, troppo piccoli ed indifesi di fronte ai tanti ostacoli della vita.
Per concludere, l'amore dei giovani per la natura è un sentimento nobile e giusto che deve essere certamente incoraggiato. E' necessario, però, non essere troppo ingenui e vigilare sui messaggi che vengono proposti ai ragazzi, oltre la maschera rassicurante dell'ambientalismo.
Carlo
Climati
Articolo pubblicato su "Rogate ergo" (2006).
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