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I messaggi dei cartoni animati
Tra gli spettacoli più amati dai bambini ci sono sicuramente i
cartoni animati. Oggi la televisione ne trasmette moltissimi, a qualunque ora
della giornata. Nasce, perciò, per i genitori, la necessità di sapersi
orientare nel mare sconfinato delle proposte delle varie emittenti, alle quali
si aggiungono quelle del cinema, delle videocassette e dei DVD.
I personaggi dei cartoni animati non sono semplicemente dei
“pupazzetti” creati per strappare un sorriso. Dietro ogni loro sguardo si
nasconde un’emozione, una storia, un messaggio ben preciso che raggiunge il
cuore dei più piccini. Per questa ragione, oggi più che mai, é importante
saper scegliere il programma giusto per i propri figli.
Come fare? Un buon metodo consiste nell’imparare a riconoscere le
varie “scuole” di animazione presenti sul mercato. Ognuna ha una sua
impronta, uno stile facilmente individuabile. La più famosa é certamente la
scuola di Walt Disney. Ovvero: Topolino, Pippo, Pluto e Paperino. Ma anche
“Biancaneve”, “Cenerentola”, “Il libro della giungla”, “La
carica dei 101” e tutti i più classici lungometraggi.
Gli elementi educativi disneyani, per i bambini, sono l’idea
della coralità, l’esaltazione dell’amicizia e la ricerca costante
dell’altro. Cenerentola, ad esempio, non è mai sola. E’ sempre circondata
da un gruppo di allegri topini ed uccellini, che la confortano nei momenti
difficili.
Nei film di Disney viene
costantemente esaltata l’immagine di un umile vincitore, che raggiunge il
successo grazie al contributo dei suoi compagni. Come Biancaneve, che può
contare sull’affetto dei sette nani, o il giovane Mowgly del “Libro della
Giungla”, che sconfigge una tigre ferocissima con l’aiuto di un orso, di
una pantera e di quattro avvoltoi.
L’esaltazione del gioco
di squadra trova la sua massima espressione nel film “Gli Aristogatti”,
dove un topolino investigatore collabora con un gruppo di simpatici micioni e
riesce a far fallire il piano criminale del cattivo della storia. E’ necessaria, invece,
una certa prudenza nei confronti dei cartoni animati Disney più recenti, che
appaiono influenzati dal pensiero “New Age”. L’ultimo uscito, “Koda
fratello orso”, propone una visione discutibile del rapporto tra l’uomo e
la natura, che rischia di sconfinare nel paganesimo.
Un’altra scuola americana molto importante é quella della Warner
Bros. Riunisce Gatto Silvestro, Daffy, Bugs Bunny, Vilcoyote, Bip-Bip ed altri
personaggi. Le storie, in questo caso, si basano spesso sul conflitto tra due
personaggi, perennemente in gara tra di loro.
Gatto Silvestro é costantemente impegnato nella cattura del
canarino Titti o del velocissimo topo Speedy Gonzales. Mentre Vilcoyote non fa
altro che inventare geniali marchingegni per tentare di bloccare la fuga dello
struzzo Bip-Bip. Ci troviamo in una dimensione totalmente irreale e fortemente
creativa, in cui la fantasia del bambino viene costantemente stimolata.
Nei cartoni Warner sono i perdenti ad essere esaltati. Bip-Bip,
Titti e Speedy Gonzales, che riescono sempre a salvarsi, non riscuotono grandi
simpatie. I veri eroi sono Vilcoyote e Silvestro, che nonostante i disastrosi
fallimenti non si perdono mai d’animo, neppure quando vengono fatti a
pezzettini o cadono in un burrone. Un attimo dopo ricomincia la loro caccia al
canarino, al topo o allo struzzo. Il messaggio per i bambini è chiaro: ciò
che conta, nella vita, non è sempre vincere ma avere la costanza di lottare
senza arrendersi mai.
C’è, poi, la scuola americana di Hanna e Barbera, autori di
Yoghi, Braccobaldo, Pixi e Dixi, gli Antenati, i Pronipoti e di tanti altri
personaggi. Anche con loro l’elemento della fantasia é sempre molto
presente, ma si unisce al tentativo di proporre storie ricche di contenuti e
con un ritmo più lento e rilassante Non manca, poi, l’intelligente ironia sulla realtà della vita
quotidiana, come nelle avventure degli “Antenati” e dei “Pronipoti”,
che rappresentano la parodia dell’uomo di oggi, schiavo del consumismo e dei
suoi falsi bisogni.
La famiglia Flintstones utilizza gli stessi elettrodomestici dei
nostri tempi, in versione “cavernicola”. Lo stesso accade, in chiave
“futurista”, per la serie dei Pronipoti, in cui le case sono popolate di
robot “domestici”, dall’aspetto quasi umano.
Quella di Hanna e Barbera é l’animazione più consigliabile per
un bambino. Unisce la fantasia e il buon gusto alla volontà di stimolare
riflessioni e lanciare messaggi costruttivi.
Molto belli sono anche i cartoni animati di origine belga. Fra
questi il più noto é certamente quello dei Puffi, un popolo di folletti
azzurri che risolve i problemi quotidiani con semplicità ed armonia.
I messaggi lanciati dai Puffi, creati da Peyo, sono ottimi: un
sincero amore per la natura (non viziato dal pensiero “New Age”) e
l’invito a non lasciarsi mai scoraggiare dai problemi della vita.
Ogni Puffo viene intelligentemente ritratto con il suo carattere e
il suo stile di vita: dal Puffo con gli occhiali a quello dormiglione, dal
Puffo inventore a quello poeta. Spicca la figura del Puffo brontolone, che si
lamenta sempre e viene puntualmente ridicolizzato. E’ un modo per ricordare
ai bambini che nella vita non bisogna mai drammatizzare o chiudersi nel
proprio pessimismo. Con un po’ di buona volontà, ogni ostacolo può essere
superato.
Negli ultimi trent’anni, il mondo dei cartoni animati ha visto
l’ingresso di un’altra grande scuola, che ha totalmente sconvolto i ritmi
e gli stili di produzione di sempre: quella giapponese, che si propone con una
carica emotiva potente.
L’aspetto psicologico di ogni personaggio nipponico viene
fortemente caratterizzato e messo a nudo. Non ci troviamo più di fronte al
solito gatto che insegue il topo. I protagonisti delle storie sono ragazzi
spesso soli, in perenne competizione, che non vogliono condividere le loro
emozioni. Basta pensare ai giovani guidatori di robot, rinchiusi nelle loro
carcasse meccaniche, o alle varie serie di cartoni ispirati a tristi storie di
ragazzine senza famiglia, come “Candy Candy”. Questa tendenza
all’individualismo e alla solitudine è l’opposto della gioiosa coralità
dei tradizionali prodotti Disney.
Dal punto di vista educativo, c’è un fattore importante da non
trascurare. Tanti cartoni che vediamo in Italia sono stati creati in Giappone
per un pubblico che ha una differente cultura del disegno animato. Si tratta
di adolescenti o di adulti, che apprezzano questo tipo di spettacolo e lo
seguono con passione.
In Giappone esistono cartoni
animati per i più piccini, ma anche per i più grandi. Perciò, bisogna fare
attenzione a ciò che si propone ai propri figli. Molti prodotti nipponici
importati nel nostro Paese, nonostante le apparenze, sono totalmente inadatti
ai bambini.
Prendiamo, ad esempio, la prima serie di “Lupin terzo”, che
racconta le avventure del nipote del ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Si tratta
di un prodotto divertente, ma destinato ad un pubblico di ragazzi più maturi.
In Italia, invece, questo cartone è stato “tagliato” in alcune scene e
trasmesso durante il pomeriggio.
Ovviamente, non tutti i personaggi nipponici rappresentano un
rischio. I prodotti di buona qualità non mancano. Basta saperli individuare.
Fra questi, il “Gatto con gli stivali”, protagonista di alcuni simpatici
lungometraggi. I giapponesi hanno il merito d’aver completamente riscritto
la famosa favola, proponendola in una nuova veste, in cui trionfano genialità
ed una fantasia inesauribile.
Ci sono, poi, i vari robot che lottano nello spazio. Non sempre si
tratta di storie con messaggi negativi. Basta pensare, ad esempio, alla
divertente serie dell’automa Daltanious o alle toccanti avventure dei Cyborg
009, androidi creati per compiere il male che si ribellano al loro destino e
scelgono la strada dell’amore e della solidarietà.
Particolarmente educative sono
le avventure del pirata spaziale Capitan Harlock, in un pianeta Terra dove
valori e sentimenti si sono persi in un una specie di limbo. Si tratta di un
eroe che può insegnare molto ai bambini, in quanto combatte contro il
pericolo del nichilismo. Affronta delle strane “donne vegetali”, che sono
riuscite ad infiltrarsi nella società terrestre e a dominarla. Il messaggio
positivo per i più piccoli é evidente:bisogna rifiutare la trappola di una vita insensibile, da vegetali,
ritrovando i valori più autentici e una sana cultura dell’impegno e dello
sforzo quotidiano.
Carlo Climati
Articolo pubblicato sul mensile “Noi Genitori e Figli”, allegato al
quotidiano “Avvenire” ( 2004 )
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